In relazione alla recente 11ª Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, tenutasi lunedì 5 febbraio, il rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International ha evidenziato la situazione critica dello spreco alimentare in Italia, che ammonta a 15 miliardi di euro all’anno di cui 6 miliardi dovuti a causa domestica e i restanti 9 miliardi lungo la filiera e nella distribuzione.

Dal Ministero della Salute, per spreco alimentare si intende “l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare, che per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo, seppure ancora commestibili e quindi potenzialmente destinati al consumo umano, sono destinati ad essere eliminati o smaltiti”.

Le perdite alimentari sono diffuse lungo l’intera catena di approvvigionamento nei Paesi ad alto reddito, concentrandosi soprattutto nelle fasi post-vendita e di consumo.

La problematica si focalizza principalmente sul ceto definito “popolare”, rappresentato da oltre 5,7 milioni di individui in Italia, equivalente al 10% della popolazione secondo i dati Istat. La metà degli individui facenti parte di questo stato sociale opta per prodotti alimentari prossimi alla data di scadenza al fine di contenere le spese. La complessità di questa situazione suggerisce la necessità di interventi mirati nell’ambito socio-economico.

Stiamo assistendo a un costante declino del potere d’acquisto, e le decisioni dei consumatori non solo influenzano l’ambiente ma compromettono anche la loro salute personale. La scelta di alimenti di qualità inferiore, meno salutari e maggiormente deperibili, non solo aumenta gli sprechi alimentari, ma deteriora anche la qualità della propria dieta e la sicurezza alimentare.

L’impatto dell’inflazione sulle decisioni alimentari è notevole, portando all’adozione di nuove abitudini che non sempre si riflettono in un miglioramento della qualità del cibo. Nel contesto delle scelte d’acquisto, emergono tendenze come l’aumento dell’acquisto di prodotti a ridosso della data di scadenza, un declino dell’interesse per il cibo biologico, una preferenza per gli sconti e un cambio verso il consumo di legumi e derivati vegetali a discapito della carne.

Un’altra categoria importante dello spreco alimentare è rappresentata dai by-products ovvero parti di alimenti che non risultano più idonee al consumo umano e vengono scartate principalmente durante il processo di trasformazione delle materie prime.

Generalmente, la maggior parte di questi scarti viene inviata in discarica o sfruttata per l’alimentazione del bestiame (Masud et al., 2019).

L’impiego delle più recenti innovazioni tecnologiche nell’ambito dell’economia circolare emerge fondamentale nell’ambito della lotta contro lo spreco alimentare. In particolare, l’implementazione di tecnologie innovative nell’agricoltura e adottare processi innovativi volti a trasformare gli scarti in nuovi prodotti con un alto valore aggiunto, sono i principali aspetti analizzati nel contesto dello studio “ Verso la circolarità del sistema agroalimentare: modelli di business e buone pratiche” realizzato nell’ambito di Iceps, piattaforma italiana per l’economia circolare promosso da Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea).

Alcuni sottoprodotti, infatti, sono ricchi di componenti bioattivi e di sostanze che apportano benefici alla salute. Essi, quindi, potrebbero rappresentare una risorsa da sfruttare durante un nuovo processo. Molti studi presenti in letteratura scientifica sono focalizzati su come concretizzare questa possibilità, sperimentando le numerose applicazioni del riutilizzo dei sottoprodotti alimentari. Alcune ricerche utilizzano i sottoprodotti a scopo farmaceutico (Tlais et al., 2021), altre sono focalizzate sul food. Alcuni studi hanno l’obiettivo di aumentare la shelf-life di uno specifico alimento aggiungendo direttamente sottoprodotti alla preparazione, oppure con la creazione di film attivi utili in fase di conservazione dell’alimento (Dilucia et al., 2020).

 

Bibliografia:

Spreco alimentare, in Italia torna a salire, a livello pro capite buttiamo 566,3 grammi ogni settimana (quifinanza.it)

https://www.salute.gov.it/portale/nutrizione/dettaglioContenutiNutrizione.jsp?lingua=italiano&id=4661&area=nutrizione&menu=vuoto

Spreco alimentare, i numeri e le strategie per contrastarlo (adnkronos.com)

https://www.alimentinews.it/food-safety/sicurezza-qualita/662-by-products-e-alimenti-un-opportunita-per-combattere-lo-spreco-alimentare

https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2015-11-05/la-sicurezza-alimentare-e-scelta-strategica-125211.php?uuid=ACjEz3TB