Nuove misure del Parlamento Europeo e del Consiglio del 31/05/2023 per contrastare la Deforestazione
Le foreste offrono numerosi benefici ambientali, economici e sociali, mantenendo funzioni ecosistemiche vitali, proteggendo il sistema climatico, fornendo aria pulita e contribuendo alla purificazione dell’acqua e del suolo. Tuttavia, la deforestazione e il degrado forestale avanzano a un ritmo allarmante. Secondo la stima dell’ONU per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), tra il 1990 e il 2020 sono stati persi 420 milioni di ettari di foreste, pari al 10% delle foreste rimaste sul pianeta.
Danni Ambientali della Deforestazione.
La deforestazione contribuisce significativamente al riscaldamento globale e alla perdita di biodiversità, in gran parte a causa degli incendi boschivi che aumentano le emissioni di gas serra. Il degrado climatico contribuisce alla perdita di biodiversità a livello globale e questa, a sua volta, intensifica i cambiamenti climatici, creando una dinamica interconnessa tra i due fenomeni. Ridurre drasticamente la deforestazione e il degrado forestale, e ripristinare sistematicamente le foreste e altri ecosistemi, sono azioni cruciali per mitigare i cambiamenti climatici. La biodiversità è fondamentale per la resilienza degli ecosistemi e settori economici chiave come l’edilizia, l’agricoltura e il settore alimentare dipendono fortemente da essa. La perdita di biodiversità mette a rischio i cicli idrologici e i sistemi alimentari, compromettendo la sicurezza alimentare e la nutrizione. Il consumo dell’Unione Europea contribuisce significativamente alla deforestazione globale su scala mondiale. Senza adeguate misure normative, il consumo e la produzione nell’UE di materie prime come bovini, cacao, caffè, olio di palma, soia e legno potrebbero portare a una deforestazione di circa 248.000 ettari all’anno entro il 2030.
Green Deal: Regolamento Europeo 11 settembre 2019
Il Green Deal europeo, presentato l’11 settembre 2019, mira a una crescita sostenibile basata su regole con l’obiettivo che azzeri le emissioni nette di gas serra entro il 2050. Questa strategia intende proteggere il capitale naturale dell’Unione e garantire salute e benessere alle generazioni future dai rischi di natura ambientale delle relative conseguenze, ma le azioni globali per conservare, ripristinare e gestire in modo sostenibile le foreste non sono sufficienti per arrestare la deforestazione, il degrado forestale e la perdita di biodiversità. È necessaria un’azione più incisiva da parte dell’UE per contribuire efficacemente agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) dell’Agenda 2030. Il Parlamento Europeo ha evidenziato che la deforestazione è strettamente legata all’espansione agricola, in particolare alla conversione delle aree forestali in terreni agricoli per la produzione di varie materie prime e prodotti di largo consumo.
L’espansione agricola è responsabile di quasi il 90% della deforestazione globale: oltre la metà delle foreste viene distrutta per creare terreni coltivabili e il 40% per far spazio all’allevamento. Il regolamento dell’UE dovrebbe concentrarsi sulle materie prime il cui consumo incide maggiormente sulla deforestazione mondiale e per le quali un intervento strategico dell’Unione potrebbe apportare i maggiori benefici. Tra le principali cause figurano l’olio di palma (34%), la soia(32,8%), il legno(8,6%), il cacao(7,5%), il caffè(7%), i bovini(5%) e la gomma(3,4%).
Conclusioni
Gli operatori sono quindi tenuti a garantire che i prodotti destinati al mercato dell’UE provengano da terreni non soggetti a deforestazione o degrado forestale dopo il 31 dicembre 2020 e siano conformi alla legislazione del Paese di produzione. Devono quindi raccogliere informazioni dettagliate sui prodotti, tra cui caratteristiche e specifiche, quantità, paese di produzione, coordinate geografiche, nome e contatti dei fornitori e dei clienti nonché prove verificabili che i prodotti non derivino da terreni deforestati e che siano prodotti in conformità alle normative locali. Gli operatori devono valutare il rischio associato ai loro prodotti, e solo se questa valutazione indica un rischio nullo o trascurabile, il prodotto può essere immesso o esportato sul mercato dell’UE.
Le autorità doganali sono responsabili di verificare la conformità dei prodotti al regolamento, anche basandosi sulle dichiarazioni di dovuta diligenza fornite dagli operatori. Gli Stati hanno la facoltà di adottare misure provvisorie immediate, come il sequestro delle materie prime o dei prodotti, o la sospensione dell’immissione, in caso di presunta non conformità.