ECO PACKAGING E PRODOTTI SOSTENIBILI

2020-04-06T11:09:08+00:006 Aprile 2020|Sicurezza Alimentare|

Per tenere sotto controllo l’impatto sull’ambiente derivante dall’elevato consumo di plastica da parte dell’uomo, e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico del pianeta, i consumatori possono fare la loro parte. Un esempio? Selezionando ed acquistando prodotti alimentari con consapevolezza.

Secondo i dati ricavati dall’indagine svolta dall’Osservatorio Packaging del Largo Consumo di Nomisma, e presentata nel Febbraio 2020, relativamente alle tendenze in tema di acquisto e consumo sostenibile, l’impatto ambientale del packaging è un fattore che influenza il 43% dei consumatori nella scelta dei prodotti alimentari; il 48% dichiara di aver smesso di acquistare prodotti che presentavano eccesso di imballaggi, il 22% di aver ridotto l’acquisto di prodotti con imballaggio in plastica, il 23% di aver aumentato l’acquisto di prodotti sfusi.
I consumatori cercano confezioni più sostenibili, ma il 41% non è disposto a pagare di più e a questi si aggiunge un ulteriore 26% che dichiara una disponibilità molto bassa a sostenere un differenziale. Questo perché per il 99% dei consumatori è un dovere dell’industria e dei retailer produrre un impegno a proporre packaging a minor impatto ambientale.
Con la collaborazione di aziende alimentari e supermercati, infatti, è possibile valorizzare scelte etiche da sostituire agli attuali modelli di vendita ormai superati (vedi ad esempio, banchi frigo self-service sprovvisti di chiusura con sportelli, scarsità di prodotti erogabili “alla spina”, vendita di formaggi preconfezionati con pellicola protettiva e annesso vassoio in polistirolo, ecc..).

Diverse aziende alimentari e catene di distribuzione si stanno muovendo in tal senso, adoperandosi per ridurre l’impiego di materiali plastici di imballaggio e confezionamento degli alimenti, aumentando invece l’utilizzo di bioplastica, materiali compostabili o ricavati da fonti vegetali rinnovabili.

Dall’indagine svolta dall’Osservatorio Packaging del Largo Consumo di Nomismaemergono anche quali sono gli attributi che per il consumatore rendono sostenibile un prodotto, ovvero:

  • essere biologico;
  • avere una confezione costituita da materiali riciclati o a basso impatto ambientale;
  • derivare da un processo produttivo che utilizza fonti rinnovabili o con basso consumo di energia/acqua.

Ecco alcuni esempi di materiali che possono rendere sostenibile un prodotto:

  • Polpa di canna da zucchero (Bagassa)

Si tratta di un materiale biodegradabile, che rappresenta il residuo di estrazione proveniente dalla lavorazione per frantumazione e spremitura della canna da zucchero. È un eccellente sostituto del polistirolo, spesso utilizzato per realizzare contenitori per alimenti impiegati nei fast food e che richiede molti anni per decomporsi. I contenitori che ne derivano possono essere utilizzati nei forni a microonde e nei frigoriferi.

  • PLA

Plastica biodegradabile ricavata dall’amido di mais. Rappresenta un’eccezionale alternativa alla plastica tradizionale, che impiega fino a centinaia di anni per decomporsi in materia organica: CO2 ed acqua, che possono continuare il ciclo di vita del prodotto nutrendo il pianeta.

  • PSM

Si tratta di una resina termoplastica realizzata con amido modificato attraverso enzimi e cellulosa per aumentarne la resistenza, la repellenza all’acqua, e per renderlo a prova di olio e meno fragile.
Questo materiale è definito semi biologico, in quanto la resina è mescolata con sostanze plastiche al fine di fornire la necessaria rigidità, indispensabile per realizzarne posate che possano essere realmente funzionali.

  • Carta, cartone e legno

Carta, cartone e legno si utilizzano nel food packaging per produrre stoviglie e posate monouso; riciclabili e biodegradabili.

La speranza è quella di fornire ai consumatori, il maggior numero di strumenti possibile, al fine di renderli consapevoli delle proprie scelte d’acquisto, e dare avvio ad una riflessione collettiva che possa spronare consumatori stessi ma anche venditori, a cambiare i meccanismi di scelta verso la riduzione dell’impatto ambientale.

Bibliografia: