Codex Alimentarius: Nuove Regole su Allergeni e Contaminazione
Nuove indicazioni internazionali per rendere più chiara e scientificamente fondata l’etichettatura precauzionale degli allergeni. Cosa cambia e cosa devono sapere le aziende alimentari italiane?
Il tema degli allergeni alimentari torna al centro dell’attenzione.
Il 6 luglio 2026, la Commissione del Codex Alimentarius ha adottato nuove linee guida dedicate al Precautionary Allergen Labelling (PAL), ovvero l’etichettatura precauzionale utilizzata per segnalare al consumatore la possibile presenza involontaria di allergeni, attraverso diciture come “può contenere”.
L’obiettivo delle nuove linee guida è rendere queste indicazioni più coerenti, significative e basate sulla valutazione scientifica del rischio, contrastando l’utilizzo eccessivo o non adeguatamente motivato delle avvertenze precauzionali.
Secondo il Codex, infatti, le diciture precauzionali sono state utilizzate in maniera molto diversa nei vari Paesi e sui diversi prodotti. Quando il “può contenere” viene applicato in modo indiscriminato, il consumatore può avere difficoltà a distinguere tra un rischio effettivo e una semplice indicazione cautelativa.
Cosa prevedono le nuove linee guida Codex?
Uno degli aspetti più importanti è che il ricorso all’etichettatura precauzionale dovrebbe essere collegato ai risultati di una valutazione del rischio.
Il principio indicato dal Codex è chiaro: prima di ricorrere al PAL devono essere applicate misure adeguate per prevenire o ridurre il contatto crociato con gli allergeni. L’indicazione precauzionale dovrebbe essere utilizzata quando, nonostante queste misure, la presenza involontaria dell’allergene risulta superiore al relativo livello d’azione.
Si introducono inoltre dosi di riferimento e livelli d’azione destinati a supportare una valutazione più strutturata del rischio.
In altre parole, il messaggio è:
non utilizzare il “può contenere” come formula generica di tutela, ma arrivare alla decisione attraverso una reale valutazione del rischio di contaminazione crociata. “Può contenere”: non dovrebbe essere una scorciatoia
L’adozione delle linee guida Codex non significa automaticamente che sia entrato in vigore in Italia un nuovo obbligo di etichettatura.
Nell’Unione Europea il riferimento fondamentale per le informazioni sugli alimenti rimane il Regolamento (UE) n. 1169/2011.
Lo stesso Regolamento 1169/2011 disciplina le informazioni volontarie sugli alimenti e prevede specificamente la possibilità di adottare disposizioni relative alla presenza eventuale e non intenzionale di allergeni. Le informazioni volontarie, inoltre, non devono essere ingannevoli, ambigue o confuse e, quando opportuno, devono essere basate su dati scientifici pertinenti.
Per questo motivo, le nuove linee guida Codex non devono essere interpretate come un nuovo obbligo immediatamente applicabile alle aziende italiane, ma come un aggiornamento internazionale di grande interesse per l’evoluzione della gestione del rischio allergeni.
Alla base dell’eventuale dicitura “può contenere” c’è infatti tutto il sistema di gestione del rischio di contaminazione crociata.
Un’azienda dovrebbe essere in grado di individuare e valutare, ad esempio:
- quali allergeni sono presenti nello stabilimento e come vengono gestiti;
- quali materie prime li contengono;
- quali linee produttive vengono utilizzate;
- se esistono lavorazioni condivise;
- come vengono gestiti gli utensili e le attrezzature e quali procedure di pulizia e sanificazione vengono applicate;
- quali sono i possibili punti di contaminazione crociata;
- quali misure preventive sono state adottate;
- come viene documentata la valutazione del rischio.
Di conseguenza, la corretta gestione degli allergeni deve essere collegata al sistema HACCP dell’azienda e non considerata esclusivamente come un problema grafico di etichettatura.
L’adozione delle nuove linee guida Codex rappresenta quindi anche un’occasione per le aziende alimentari per porsi una domanda: La gestione degli allergeni presente oggi nella mia azienda è realmente basata sul rischio o si limita a indicazioni generiche e procedure standard?
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