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Con l’autunno arrivano funghi freschi, secchi e… sanzioni!

funghiNel periodo di maggior vendita di funghi freschi e secchi può capitare di imbattersi in intricati cavilli burocratici che possono portare anche a sanzioni abbastanza onerose. Riportiamo in seguito alcune parti della L.R. 6/1996 e DPR 376/95.

“ Il titolare di autorizzazione al commercio che intende effettuare la vendita di funghi freschi spontanei deve richiedere:

– l’autorizzazione al Sindaco del comune in cui ha sede l’attività.

– la certificazione di avvenuto controllo da parte del Dipartimento di prevenzione dell’AUSL dei funghi freschi spontanei posti in vendita/somministrati.

L’etichetta di certificazione va apposta su ogni confezione e deve accompagnare il prodotto in tutte le fase di commercializzazione. I funghi devono essere presentati al controllo a singolo strato, suddivisi per specie, e in appositi imballaggi da destinare alla vendita. I funghi devono essere freschi interi e in buono stato di conservazione, puliti dal terriccio e corpi estranei.

Per quanto riguarda la vendita dei funghi secchi, conservati e porcini secchi sfusi può essere esercitata dai titolari di autorizzazione per il commercio rilasciata ai sensi della Legge 426/71 o della Legge 112/91.

Per la vendita dei funghi porcini secchi sfusi è obbligatoria l’autorizzazione comunale.

La vendita di funghi freschi coltivati può essere effettuata dai titolari di licenza di commercio per i prodotti ortofrutticoli senza specifica autorizzazione.”

Gli esercizi commerciali che commercializzano funghi freschi spontanei e porcini secchi sfusi senza l’autorizzazione comunale possono incorrere a sanzioni da € 258 a € 1032.

Cattiva conservazione degli alimenti e reato di “pericolo presunto”

conservazione

Cassazione penale, sentenza n. 439 dell’11 gennaio 2012, con riferimento normativo alla Legge 283/1962, art. 5, lett. B:

“Sebbene l’art. 5, lett. b, Legge 283/1962 preveda un reato di pericolo presunto, deve essere comunque sempre rigorosamente accertata l’esistenza di situazioni di fatto che danno causa all’esistenza del pericolo.”

Il caso ha riguardato la condanna in primo grado del legale rappresentante di un caseificio, trovato in possesso di confezioni di formaggio, destinate alla vendita all’ingrosso e depositate in locali umidi, che erano state ritenute dall’organo di controllo non conformi ai dettami di una corretta conservazione.

Ricorrendo alla Cassazione la difesa aveva eccepito che il giudice non aveva motivato in merito all’esistenza di una situazione di pericolo, che, al contrario, doveva essere esclusa, considerato che i pezzi di formaggio erano custoditi in confezioni sotto vuoto, e non aveva valutato le regole tecniche di corretta conservazione dei formaggi (come erano state esposte in una consulenza di parte) né aveva accertato se dette confezioni non fossero destinate a una rapida esitazione alla vendita.

La Corte di Cassazione ha riconosciuto la fondatezza del ricorso, affermando che la condanna per la violazione dell’articolo 5, lett. b, della Legge 283/1962, sebbene questo sia un reato di pericolo presunto, deve basarsi su “un accertamento rigoroso del mancato rispetto delle norme di legge o di comune esperienza che, solo, garantisce che la tutela anticipata dell’igiene degli alimenti e della salute dei consumatori non si trasformi in previsione priva di tipicità e insuscettibile di effettiva difesa da parte della persona indagata o imputata”. Questa affermazione significa in parole povere che il giudice deve sempre accertare se nel caso concreto sussiste effettivamente una situazione di pericolo che permetta l’applicazione della norma. In altri termini, deve accertare e spiegare qual è la situazione di pericolo che si attribuisce all’imputato.

Nel caso in questione il giudice non ha indicato per quale ragione i pezzi di formaggio, che pure erano sigillati, fossero suscettibili di subire delle contaminazioni ad opera di agenti esterni. Inoltre, quanto all’umidità e alla temperatura dei locali dove erano conservati i tagli di formaggio, la differenza aveva invocato il disciplinare di produzione della Fontina Dop, che avvallava quelle modalità di conservazione, mentre il tribunale non aveva spiegato perché le condizioni in cui era tenuto il formaggio potessero incidere negativamente sulla conservazione del prodotto.

La Corte ha quindi annullato la sentenza, rinviando ad altro giudice del medesimo tribunale per una nuova valutazione del caso sulla base dei principi enunciati.

Fonte: Alimenti & Bevande 9 anno XIV

Sicurezza sul lavoro: tutte le scadenze a dicembre 2012

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno 2012 siamo a riepilogare le principali scadenze inerenti la sicurezza sul lavoro:

  • Entro il 31/12/2012, tutte le imprese devono redigere il documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/08. Scade infatti a fine anno la validità dell’autocertificazione per le aziende sotto i 10 lavoratori, e nei casi consentiti dalla normativa, avevano redatto a partire dall’aprile 2008, data di entrata in vigore del Testo Unico. Queste dovranno redigere un DVR oppure conformarsi a procedure semplificate ancora non approvate. Informiamo pertanto che:Da ottobre 2012 è possibile prenotare il proprio DVR presso i nostri uffici, per arrivare alla scadenza del 31.12 in regola.
    Attenzione a quello che vi viene proposto: nessuna azienda è esente dalla valutazione dei rischi specifici se presenti (rumore, chimico, vibrazioni, stress, movimentazione dei carichi,ecc). Diffidate da acquisti online e di modelli prestampati.
  • Entro il 31/12/2012 scade il termine per la compilazione della Valutazione del Rischio Stress. La Commissione Consultiva aveva infatti stabilito il biennio 2010-2012 come primo periodo di transizione per elaborare la valutazione, cui dovranno seguire le scadenze di adeguamento e miglioramento della valutazione stessa.
  • Entro il 12/01/2013 scadono alcuni obblighi formativi, relativi al nuovo Accordo Stato-Regioni. I lavoratori che hanno avuto formazione ai sensi dell’arti. 37 D.Lgs.81 devono effettuare l’aggiornamento. Il datore di lavoro ha l’obbligo per tutti i lavoratori presenti in azienda (compresi co.co.pro, stagisti, interinali, soci lavoratori, collaboratori famigliari, ecc) di impartire formazione articolata in modulo base (4 ore)+ modulo specifico basso rischio (4 ore) oppure medio rischio (8 ore) oppure alto rischio (12 ore).

INOLTRE AVETE…?

  • rinnovato la verifica dell’impianto di messa a terra fatte nel 2010 (per le attività soggette a CPI) o nel 2008 per le altre aziende?
  • verificato il contenuto delle Cassette di Pronto Soccorso (sia quelle in azienda che quelle sui veicoli aziendali) il cui contenuto ha scadenza ogni 5 anni?
  • aggiornato le valutazioni del rischio rumore e del rischio vibrazioni effettuate nel 2008?

scadenze

Finanziamento per i Sistemi di Gestione Ambientale promosso dal Ministero dell’Ambiente

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 313 del 26/04/2012 per la concessione di contributi ai sensi dalla Delibera CIPE n. 63 del 02/08/2002, mette a disposizione un finanziamento di circa 2.500.000,00 Euro al fine di promuovere i Sistemi di Gestione Ambientale certificati secondo l’ISO 14001 e Regolamento EMAS nelle piccole e medie imprese.

Sul Sito del Ministero, alla pagina web dedicata sotto indicata, è possibile presentare domanda a partire dal 28/05/2012 e fino ad esaurimento del fondo, tramite apposita modulistica.

http://www.minambiente.it/home_it/menu.html?mp=/menu/menu_attivita/&m=argomenti.html|Sviluppo_sostenibile__SvS_.html|Incentivi_per_le_certificazioni_delle_PM.html

DESTINATARI

I Destinatari sono:

Sistemi di Gestione Ambientale

  • Micro imprese: un’impresa il cui organico sia inferiore a 10 persone e il cui fatturato o il totale di bilancio annuale non superi 2 milioni di euro
  • Piccole imprese: un’impresa il cui organico sia inferiore a 50 persone e il cui fatturato o il totale del bilancio annuale non superi 10 milioni di euro
  • Medie imprese: un’impresa il cui organico sia inferiore a 250 persone e il cui fatturato non superi 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuale non sia superiore a 43 milioni di euro

Tutte devono essere regolarmente costituite ed iscritte alla relativa Camera di Commercio Industria e Artigianato alla data di presentazione della domanda.

Il finanziamento è disponibile per tutte le aziende produttrici di beni e/o servizi ed attive sull’intero territorio nazionale

REQUISITI PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA:

  • disporre di CODICE ATECO primario corrispondente a quello del certificato ambientale;
  • rientrare nella normativa comunitaria “de minimis” vigente in materia di aiuti di Stato;
  • rispettare le disposizioni comunitarie di riferimento nell’ambito della definizione di PMI;
  • non avere pendenze fiscali/contributive e rispettare le normative in materia di sicurezza e salute sul lavoro;
  • non essere soggetti a procedure concorsuali o liquidazione.

TIPOLOGIE DI INTERVENTO

I ) la verifica e la registrazione dell’organizzazione ai sensi del Regolamenti EMAS;

2) la certificazione del Sistema dì Gestione Ambientale ai sensi della nonna internazionale UNI EN ISO 14001;

3) la verifica e la registrazione EMAS di organizzazioni già certificale ai sensi della norma internazionale UNI EN ISO 14001.

Acquisizione di servizi per una sola delle precedenti tipologie di intervento.

II contributo verrà concesso mediante “procedura a rimborso” in un’unica soluzione alle imprese che abbiano ottenuto la registrazione EMAS o la certificazione ai sensi della Norma UNI EN ISO 14001.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le spese direttamente riferibili ai servizi di consulenza alle imprese, regolarmente quietanzate, conformi al processo di certificazione/registrazione, per:

a) consulenza qualificata finalizzata alla definizione/progettazione del Sistema di Gestione Ambientale:

b) verifica e certificazione da parte dell’Ente terzo;

e) realizzazione delle indagini finalizzate all’analisi ambientale iniziale (esempio: analisi delle emissioni, analisi degli scarichi, analisi fonometriche).

d) formazione specifica, sia per gli addetti dell’impresa sia per il Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale della stessa;

e) comunicazione ambientale: diffusione della politica/dichiarazione ambientale (in caso di EMAS), comunicazioni con le Istituzioni, la comunità locale e le realtà produttive relativamente al riconoscimento ottenuto, realizzazione di un’area ambientale del silo internet.

CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE

Per le micro e piccole imprese:

per la tipologia di intervento 1): contributo pari all’80% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 15.000 curo;

per la tipologia di intervento 2): contributo pari al 40% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 7.500 euro;

per la tipologia di intervento 3): contributo pari all’80% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 7.500 euro.

Per le medie imprese:

per la tipologia di intervento 1): contributo pari al 75% della spesa ritenuta ammissibile. il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 30.000 euro;

per la tipologia ili intervento 2): contributo pari al 40% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 16.000 euro;

per la tipologia di intervento 3): contributo pari al 75% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 7.500 euro.

Testo del Decreto: http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/normativa/dd_26_04_2012_313.pdf

 

REINTEGRA s.r.l. è in grado di seguire l’azienda nel percorso di Certificazione Ambientale.

Per informazioni contattaci al 0543 782957 o invia una mail a giusberti@reintegra.it

Obblighi dei Lavoratori

Ricordiamo ai nuovi Datori di Lavoro, nonché ai diretti interessati,  un aspetto importante della Sicurezza Sul Lavoro (D.lgs 81/08), poiché anche i Lavoratori hanno degli obblighi di legge e delle sanzioni per il mancato rispetto della normativa.

Gli Obblighi dei Lavoratori sono riportati nell’articolo 20 del D.Lgs 81/08 e articolo 43 comma 3

Art 20

1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.

obblighi dei lavoratori

2. I lavoratori devono in particolare:

  1. contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
  2. osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
  3. utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza;
  4. utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
  5. segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
  6. non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
  7. non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
  8. partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
  9. sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente Decreto Legislativo o comunque disposti dal medico competente.

3. I lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto

Art. 43 comma 3

I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione di addetti alle emergenze (primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza)

Le sanzioni per i lavoratori sono riportate nell’Articolo 59 del D.Lgs 81/08

1. I lavoratori sono puniti:

  1. con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 euro per la violazione degli articoli 20, comma 2, lettere b), c), d), e), f), g), h) e i), e 43, comma 3, primo periodo;
  2. con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dell’articolo 20 comma comma 3.

FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE per sistemi di gestione

Numerosi enti pubblici allo scopo di incentivare investimenti finalizzati a promuovere processi di innovazione organizzativa all’interno delle imprese italiane riconoscono contributi, nella maggior parte dei casi a fondo perduto, alle organizzazioni che intendono adottare al loro interno sistemi di gestione ambientale, di gestione della sicurezza e tutela della salute dei lavoratori, di gestione della qualità così come della responsabilità sociale ai sensi del D.Lgs. 231/01.

Principalmente, le spese ammissibili ai finanziamenti pubblici riguardano:

– Costi per la formazione delle figure professionali interne
– Costi per la consulenza necessaria all’implementazione dei sistemi
– Costi per il rilascio delle certificazioni da parte di organismi accreditati

Di seguito l’elenco, diviso per regioni, dei principali finanziamenti ad oggi attivi:

 Regione Ente erogatore Sistemi di gestione finanziabili
TUTTE Ministero dell’Ambiente Ambiente (ISO 14001)
EMILIA ROMAGNA CCIAA – Ravenna Ambiente (ISO 14001)
MARCHE CCIAA – Ancona Ambiente (ISO 14001)
Sicurezza (OHSAS 18001)
PIEMONTE CCIAA – Cuneo Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
Sicurezza (OHSAS 18001)
SARDEGNA Regione Sardegna Qualità (ISO 9001)
TOSCANA CCIAA – Prato Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
Sicurezza (OHSAS 18001)
TOSCANA CCIAA – Livorno Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
Sicurezza (OHSAS 18001)
TOSCANA CCIAA – Arezzo Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
TOSCANA Regione Valle D’Aosta Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
Sicurezza (OHSAS 18001)
VALLE D’AOSTA Regione Toscana Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
Sicurezza (OHSAS 18001)

Bando

Nella Gazzetta Ufficiale n° 232 del 6 ottobre 2003 – Serie Generale – è stato pubblicato mediante avviso il decreto n° 2230 del 7 maggio 2003 “Promozione dei Sistemi di Gestione Ambientale nelle piccole e medie imprese. Procedura per la concessione di contributi ai sensi dalla Delibera CIPE n. 63 del 02/08/2002″.

Il decreto reca le modalità di accesso al contributo pubblico ed i termini per la presentazione delle domande.

sistemi di gestione

Nuove linee guida per i prodotti per celiaci

prodotti per celiaci

Con Determina n°16963 del 29/12/11 la giunta Regionale dell’Emilia Romagna ha emesso le nuove linee guida per la produzione/somministrazione dei prodotti per celiaci. Nella determina vengono specificati i requisiti generali e specifici che tutte le aziende addette alla preparazione, vendita e somministrazione di prodotti senza glutine devono seguire e rispettare (qualifica dei fornitori, stoccaggio, trasporto, requisiti strutturali, cottura, vendita e somministrazione). Particolare importanza è stata data ai manuali d’autocontrollo nei quali deve essere inserita, oltre alla linea produttiva destinata ai consumatori tradizionali, la specifica linea produttiva degli alimenti privi di glutine con le relative procedure di gestione.

Novità assoluta è la formazione del personale che deve essere effettuata ogni 4 anni e dovrà interessare il responsabile dell’attività o suo delegato, il responsabile dell’Autocontrollo e il personale direttamente coinvolto nelle preparazioni (pizzaiolo, capo cuoco) e somministrazione (almeno il capo sala).

Il corso della durata di 4 ore deve prevedere anche un test finale di apprendimento.

Invitiamo tutte le aziende clienti che effettuano preparazioni/ somministrazioni di prodotti senza glutine a contattare Reintegra srl per effettuare eventuali modifiche, aggiornamenti dei manuali d’autocontrollo. Si comunica inoltre che è possibile effettuare il corso di formazione presso la nostra sede.

Disinfestazione e H.A.C.C.P.

Ricordiamo che la normativa per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti obbliga tutti gli Operatori del settore alimentare a definire ed attuare un PROGRAMMA DI PREVENZIONE DEGLI INFESTANTI.

REINTEGRA S.r.l. ha attivato il servizio disinfestazione e derattizzazione per ogni tipo di infestanti, per aziende ed anche civili abitazioni.

Si eseguono interventi contro mosche, zanzare, topi, blatte, formiche ed ogni tipo di insetti volanti e striscianti, nel rigoroso rispetto delle norme in materia di sicurezza e tutela della salute.

disinfestazione

 

PIANIFICATE IL VOSTRO PROGRAMMA PER L’ANNO 2012

Per informazioni e sopralluoghi gratuiti potete contattarci al n. 0543-782957