Articoli

NUOVO BANDO INAIL 2013

E’ stato emanato un nuovo bando inail per incentivare interveti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il finanziamento è costituito da un contributo in conto capitale nella misura del 50% dei costi del progetto.

• il massimo erogabile è pari a 100.000 euro

• il minimo è pari a 5.000 euro

Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa. Per i progetti che comportano contributi pari o superiori a 30.000 euro è possibile richiedere un’anticipazione del 50% del finanziamento.

Destinatari dell’Avviso del nuovo bando INAIL sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura.

Le risorse per l’anno 2012 ammontano a 155,352 milioni di euro ripartiti in budget regionali, di cui:

9,102 milioni di euro destinati ai progetti relativi all’adozione di modelli organizzativi per la gestione della sicurezza (art. 11, comma 1, lett. a, D.Lgs n. 81/2008);

146,250 milioni di euro per i finanziamenti destinati ai progetti di investimento (strutturali e macchine) e ai progetti relativi all’adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato (art. 11, comma 5, D.Lgs n. 81/2008).

NUOVO BANDO INAIL

Nel periodo compreso tra il 15 gennaio e il 14 marzo 2013, le imprese interessate, previa registrazione sul sito INAIL ‐ Punto Cliente, avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà l’inserimento della domanda di finanziamento, con la possibilità di effettuare tutte le simulazioni e modifiche necessarie fino alle ore 18.00 del 14 marzo 2013, al fine di verificare che i parametri associati alle caratteristiche dell’impresa e del progetto siano tali da determinare il raggiungimento del punteggio minimo di ammissibilità, pari a 120 (punteggio soglia). A partire dal 18 marzo 2013, le imprese la cui domanda di finanziamento abbia raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista, potranno effettuare il download del proprio codice identificativo. A questo punto, le domande inserite, alle quali è stato attribuito il codice identificativo, ormai salvate e non più modificabili, potranno essere inoltrate online.

Data e ora di apertura e di chiusura dello sportello informatico per l’inoltro on‐line delle domande saranno pubblicate sul sito INAIL a partire dall’8 aprile 2013.

Gli elenchi in ordine cronologico di tutte le domande inoltrate saranno pubblicati sul sito INAIL entro 7 giorni dalla chiusura dell’ultima sessione di invio online, con evidenza di quelle collocatesi in posizione utile per l’ammissibilità del contributo, ovvero fino alla capienza della dotazione finanziaria complessiva. Dal giorno successivo, le imprese avranno a disposizione 30 giorni per trasmettere alla Sede INAIL competente tutta la documentazione prevista, utilizzando la Posta Elettronica Certificata.

In caso di ammissione all’incentivo, l’impresa avrà a disposizione un termine massimo di 12 mesi per realizzare e rendicontare il progetto. Entro 90 giorni dal ricevimento della rendicontazione, in caso di esito positivo delle verifiche, viene predisposto quanto necessario all’erogazione del contributo.

 

NUOVO BANDO INNOVAZIONE E RETI DI IMPRESE

Entro i primi sie mesi del 2013 la Regione Emilia Romagna emanerà un nuovo bando “Innovazioni e reti di imprese”.

Il bando “Innovazioni e reti tra imprese” dedicato alle piccole e medie imprese che finanzia interventi di innovazione organizzativa, commerciale, tecnologica sarà finanziato con ulteriori 15 milioni di euro che consentiranno di finanziare circa 200 progetti.

 

BANDO PER IMPRESE DI COMMERCIALIZZAZIONE E TRASFORMAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI

La Regione Emilia Romagna ha approvato in data 28/12/2012 il bando (in corso di pubblicazione)  a valere sul Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 123 az. 1, che finanzia gli investimenti delle aziende di commercializzazione e trasformazione dei prodotti agricoli.

Saranno finanziati gli investimenti in impianti e macchinari nonché le opere di ammodernamento ed ampliamento delle strutture esistenti, oltre alle spese generali per un massimo del 10% del totale delle precedenti.

Proroga DVR 2013 per le aziende sotto i 10 addetti

proroga dvr 2013

Proroga DVR 2013 : È stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 29 dicembre la Legge di stabilità 2013 tra i cui contenuti è inserita la proroga del termine ultimo entro il quale, i datori di lavoro di aziende fino a 10 lavoratori possono utilizzare l’autocertificazione dell’avvenuta valutazione dei rischi nell’ambiente di lavoro.

Inizialmente, a questa tipologia di aziende era stato reso possibile l’uso dell’autocertificazione fino e non oltre il 30 giugno 2012. Successivamente, in attesa della definizione delle procedure standardizzate, per effetto dell’art. 1, c. 2 del Decreto legge 57 del 12 maggio 2012 (Disposizioni urgenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro nel settore dei trasporti e delle micro imprese), il termine era stato differito al 31 dicembre 2012.

La data è stata poi prorogata ed in data 31/01/2013 è uscita la interpretazione ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in cui si specifica che: ” I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto inteministeriale di cui all’articolo 6, comma 8, lettera D, e, comunque, non oltre il 30 giugno 2013, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all’articolo 31 , comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g).”

Per tale ragione, considerato che il decreto interministeriale entra in vigore il 6 febbraio 2013 e stante la proroga “Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale”, si precisa che la possibilità per i datori di lavoro di effettuare la valutazione dei rischi con autocertificazione termina in data 31 maggio 2013.

Le imprese sotto i 10 lavoratori potranno avvalersi dell’autocertificazione fino alla fine di Maggio 2013. Solo dal 1 Giugno 2013 sarà obbligatorio per tutti dotarsi di Documento di Valutazione dei Rischi. Le aziende sotto i 10 lavoratori (e quelle fino a 50) potranno elaborare il DVR sulla base delle procedure semplificate. Nulla cambia per le aziende sopra i 50 lavoratori che non sono coinvolte dalle recenti modifiche normative.

Per ulteriori informazioni sulla Proroga DVR 2013 contattare Reintegra Srl al numero di Tel. 0543 782957 oppure inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica info@reintegra.it

Novità sul DVR per imprese fino a 10 lavoratori: pubblicate le procedure standardizzate per la valutazione del rischio

dvr

Il Ministero del lavoro ha reso noto con comunicato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6-12-2012 il recepimento con decreto interministeriale, delle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi art 29 comma 5 D.lgs 81/08, sicurezza sul lavoro.

Le procedure standardizzate per la valutazione dei rischi DVR, sicurezza sul lavoro,  dovranno essere utilizzate dalle imprese fino 10 lavoratori e potranno essere applicate anche dalle imprese fino 50 lavoratori.

L’entrata in vigore del decreto è prevista al sessantesimo giorno dalla pubblicazione in gazzetta, ovvero il 04 febbraio 2013.

I datori di lavoro delle aziende che occupano fino 10 lavoratori non potranno più autocertificare la valutazione dei rischi ma effettuare la valutazione dei rischi DVR in conformità alle procedure standardizzate.

Testo di riferimento pubblicato in gazzetta:

Recepimento delle procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’articolo 29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni, ai sensi dell’articolo 6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo.

Si rende noto che, in data 30 novembre 2012, con decreto interministeriale, sono state recepite le “procedure standardizzate” per la valutazione dei rischi di cui all’articolo 29, comma 5, del decreto legislativo n. 81/2008, ai sensi dell’articolo 6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto  legislativo, reperibili nel sito Internet del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (http://www.lavoro.gov.it/Lavoro) all’interno della sezione “Sicurezza nel lavoro”.

Con l’autunno arrivano funghi freschi, secchi e… sanzioni!

funghiNel periodo di maggior vendita di funghi freschi e secchi può capitare di imbattersi in intricati cavilli burocratici che possono portare anche a sanzioni abbastanza onerose. Riportiamo in seguito alcune parti della L.R. 6/1996 e DPR 376/95.

“ Il titolare di autorizzazione al commercio che intende effettuare la vendita di funghi freschi spontanei deve richiedere:

– l’autorizzazione al Sindaco del comune in cui ha sede l’attività.

– la certificazione di avvenuto controllo da parte del Dipartimento di prevenzione dell’AUSL dei funghi freschi spontanei posti in vendita/somministrati.

L’etichetta di certificazione va apposta su ogni confezione e deve accompagnare il prodotto in tutte le fase di commercializzazione. I funghi devono essere presentati al controllo a singolo strato, suddivisi per specie, e in appositi imballaggi da destinare alla vendita. I funghi devono essere freschi interi e in buono stato di conservazione, puliti dal terriccio e corpi estranei.

Per quanto riguarda la vendita dei funghi secchi, conservati e porcini secchi sfusi può essere esercitata dai titolari di autorizzazione per il commercio rilasciata ai sensi della Legge 426/71 o della Legge 112/91.

Per la vendita dei funghi porcini secchi sfusi è obbligatoria l’autorizzazione comunale.

La vendita di funghi freschi coltivati può essere effettuata dai titolari di licenza di commercio per i prodotti ortofrutticoli senza specifica autorizzazione.”

Gli esercizi commerciali che commercializzano funghi freschi spontanei e porcini secchi sfusi senza l’autorizzazione comunale possono incorrere a sanzioni da € 258 a € 1032.

Cattiva conservazione degli alimenti e reato di “pericolo presunto”

conservazione

Cassazione penale, sentenza n. 439 dell’11 gennaio 2012, con riferimento normativo alla Legge 283/1962, art. 5, lett. B:

“Sebbene l’art. 5, lett. b, Legge 283/1962 preveda un reato di pericolo presunto, deve essere comunque sempre rigorosamente accertata l’esistenza di situazioni di fatto che danno causa all’esistenza del pericolo.”

Il caso ha riguardato la condanna in primo grado del legale rappresentante di un caseificio, trovato in possesso di confezioni di formaggio, destinate alla vendita all’ingrosso e depositate in locali umidi, che erano state ritenute dall’organo di controllo non conformi ai dettami di una corretta conservazione.

Ricorrendo alla Cassazione la difesa aveva eccepito che il giudice non aveva motivato in merito all’esistenza di una situazione di pericolo, che, al contrario, doveva essere esclusa, considerato che i pezzi di formaggio erano custoditi in confezioni sotto vuoto, e non aveva valutato le regole tecniche di corretta conservazione dei formaggi (come erano state esposte in una consulenza di parte) né aveva accertato se dette confezioni non fossero destinate a una rapida esitazione alla vendita.

La Corte di Cassazione ha riconosciuto la fondatezza del ricorso, affermando che la condanna per la violazione dell’articolo 5, lett. b, della Legge 283/1962, sebbene questo sia un reato di pericolo presunto, deve basarsi su “un accertamento rigoroso del mancato rispetto delle norme di legge o di comune esperienza che, solo, garantisce che la tutela anticipata dell’igiene degli alimenti e della salute dei consumatori non si trasformi in previsione priva di tipicità e insuscettibile di effettiva difesa da parte della persona indagata o imputata”. Questa affermazione significa in parole povere che il giudice deve sempre accertare se nel caso concreto sussiste effettivamente una situazione di pericolo che permetta l’applicazione della norma. In altri termini, deve accertare e spiegare qual è la situazione di pericolo che si attribuisce all’imputato.

Nel caso in questione il giudice non ha indicato per quale ragione i pezzi di formaggio, che pure erano sigillati, fossero suscettibili di subire delle contaminazioni ad opera di agenti esterni. Inoltre, quanto all’umidità e alla temperatura dei locali dove erano conservati i tagli di formaggio, la differenza aveva invocato il disciplinare di produzione della Fontina Dop, che avvallava quelle modalità di conservazione, mentre il tribunale non aveva spiegato perché le condizioni in cui era tenuto il formaggio potessero incidere negativamente sulla conservazione del prodotto.

La Corte ha quindi annullato la sentenza, rinviando ad altro giudice del medesimo tribunale per una nuova valutazione del caso sulla base dei principi enunciati.

Fonte: Alimenti & Bevande 9 anno XIV

Sicurezza sul lavoro: tutte le scadenze a dicembre 2012

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno 2012 siamo a riepilogare le principali scadenze inerenti la sicurezza sul lavoro:

  • Entro il 31/12/2012, tutte le imprese devono redigere il documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/08. Scade infatti a fine anno la validità dell’autocertificazione per le aziende sotto i 10 lavoratori, e nei casi consentiti dalla normativa, avevano redatto a partire dall’aprile 2008, data di entrata in vigore del Testo Unico. Queste dovranno redigere un DVR oppure conformarsi a procedure semplificate ancora non approvate. Informiamo pertanto che:Da ottobre 2012 è possibile prenotare il proprio DVR presso i nostri uffici, per arrivare alla scadenza del 31.12 in regola.
    Attenzione a quello che vi viene proposto: nessuna azienda è esente dalla valutazione dei rischi specifici se presenti (rumore, chimico, vibrazioni, stress, movimentazione dei carichi,ecc). Diffidate da acquisti online e di modelli prestampati.
  • Entro il 31/12/2012 scade il termine per la compilazione della Valutazione del Rischio Stress. La Commissione Consultiva aveva infatti stabilito il biennio 2010-2012 come primo periodo di transizione per elaborare la valutazione, cui dovranno seguire le scadenze di adeguamento e miglioramento della valutazione stessa.
  • Entro il 12/01/2013 scadono alcuni obblighi formativi, relativi al nuovo Accordo Stato-Regioni. I lavoratori che hanno avuto formazione ai sensi dell’arti. 37 D.Lgs.81 devono effettuare l’aggiornamento. Il datore di lavoro ha l’obbligo per tutti i lavoratori presenti in azienda (compresi co.co.pro, stagisti, interinali, soci lavoratori, collaboratori famigliari, ecc) di impartire formazione articolata in modulo base (4 ore)+ modulo specifico basso rischio (4 ore) oppure medio rischio (8 ore) oppure alto rischio (12 ore).

INOLTRE AVETE…?

  • rinnovato la verifica dell’impianto di messa a terra fatte nel 2010 (per le attività soggette a CPI) o nel 2008 per le altre aziende?
  • verificato il contenuto delle Cassette di Pronto Soccorso (sia quelle in azienda che quelle sui veicoli aziendali) il cui contenuto ha scadenza ogni 5 anni?
  • aggiornato le valutazioni del rischio rumore e del rischio vibrazioni effettuate nel 2008?

scadenze

Finanziamento per i Sistemi di Gestione Ambientale promosso dal Ministero dell’Ambiente

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 313 del 26/04/2012 per la concessione di contributi ai sensi dalla Delibera CIPE n. 63 del 02/08/2002, mette a disposizione un finanziamento di circa 2.500.000,00 Euro al fine di promuovere i Sistemi di Gestione Ambientale certificati secondo l’ISO 14001 e Regolamento EMAS nelle piccole e medie imprese.

Sul Sito del Ministero, alla pagina web dedicata sotto indicata, è possibile presentare domanda a partire dal 28/05/2012 e fino ad esaurimento del fondo, tramite apposita modulistica.

http://www.minambiente.it/home_it/menu.html?mp=/menu/menu_attivita/&m=argomenti.html|Sviluppo_sostenibile__SvS_.html|Incentivi_per_le_certificazioni_delle_PM.html

DESTINATARI

I Destinatari sono:

Sistemi di Gestione Ambientale

  • Micro imprese: un’impresa il cui organico sia inferiore a 10 persone e il cui fatturato o il totale di bilancio annuale non superi 2 milioni di euro
  • Piccole imprese: un’impresa il cui organico sia inferiore a 50 persone e il cui fatturato o il totale del bilancio annuale non superi 10 milioni di euro
  • Medie imprese: un’impresa il cui organico sia inferiore a 250 persone e il cui fatturato non superi 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuale non sia superiore a 43 milioni di euro

Tutte devono essere regolarmente costituite ed iscritte alla relativa Camera di Commercio Industria e Artigianato alla data di presentazione della domanda.

Il finanziamento è disponibile per tutte le aziende produttrici di beni e/o servizi ed attive sull’intero territorio nazionale

REQUISITI PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA:

  • disporre di CODICE ATECO primario corrispondente a quello del certificato ambientale;
  • rientrare nella normativa comunitaria “de minimis” vigente in materia di aiuti di Stato;
  • rispettare le disposizioni comunitarie di riferimento nell’ambito della definizione di PMI;
  • non avere pendenze fiscali/contributive e rispettare le normative in materia di sicurezza e salute sul lavoro;
  • non essere soggetti a procedure concorsuali o liquidazione.

TIPOLOGIE DI INTERVENTO

I ) la verifica e la registrazione dell’organizzazione ai sensi del Regolamenti EMAS;

2) la certificazione del Sistema dì Gestione Ambientale ai sensi della nonna internazionale UNI EN ISO 14001;

3) la verifica e la registrazione EMAS di organizzazioni già certificale ai sensi della norma internazionale UNI EN ISO 14001.

Acquisizione di servizi per una sola delle precedenti tipologie di intervento.

II contributo verrà concesso mediante “procedura a rimborso” in un’unica soluzione alle imprese che abbiano ottenuto la registrazione EMAS o la certificazione ai sensi della Norma UNI EN ISO 14001.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le spese direttamente riferibili ai servizi di consulenza alle imprese, regolarmente quietanzate, conformi al processo di certificazione/registrazione, per:

a) consulenza qualificata finalizzata alla definizione/progettazione del Sistema di Gestione Ambientale:

b) verifica e certificazione da parte dell’Ente terzo;

e) realizzazione delle indagini finalizzate all’analisi ambientale iniziale (esempio: analisi delle emissioni, analisi degli scarichi, analisi fonometriche).

d) formazione specifica, sia per gli addetti dell’impresa sia per il Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale della stessa;

e) comunicazione ambientale: diffusione della politica/dichiarazione ambientale (in caso di EMAS), comunicazioni con le Istituzioni, la comunità locale e le realtà produttive relativamente al riconoscimento ottenuto, realizzazione di un’area ambientale del silo internet.

CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE

Per le micro e piccole imprese:

per la tipologia di intervento 1): contributo pari all’80% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 15.000 curo;

per la tipologia di intervento 2): contributo pari al 40% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 7.500 euro;

per la tipologia di intervento 3): contributo pari all’80% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 7.500 euro.

Per le medie imprese:

per la tipologia di intervento 1): contributo pari al 75% della spesa ritenuta ammissibile. il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 30.000 euro;

per la tipologia ili intervento 2): contributo pari al 40% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 16.000 euro;

per la tipologia di intervento 3): contributo pari al 75% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 7.500 euro.

Testo del Decreto: http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/normativa/dd_26_04_2012_313.pdf

 

REINTEGRA s.r.l. è in grado di seguire l’azienda nel percorso di Certificazione Ambientale.

Per informazioni contattaci al 0543 782957 o invia una mail a giusberti@reintegra.it

Obblighi dei Lavoratori

Ricordiamo ai nuovi Datori di Lavoro, nonché ai diretti interessati,  un aspetto importante della Sicurezza Sul Lavoro (D.lgs 81/08), poiché anche i Lavoratori hanno degli obblighi di legge e delle sanzioni per il mancato rispetto della normativa.

Gli Obblighi dei Lavoratori sono riportati nell’articolo 20 del D.Lgs 81/08 e articolo 43 comma 3

Art 20

1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.

obblighi dei lavoratori

2. I lavoratori devono in particolare:

  1. contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
  2. osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
  3. utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza;
  4. utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
  5. segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
  6. non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
  7. non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
  8. partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
  9. sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente Decreto Legislativo o comunque disposti dal medico competente.

3. I lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto

Art. 43 comma 3

I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione di addetti alle emergenze (primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza)

Le sanzioni per i lavoratori sono riportate nell’Articolo 59 del D.Lgs 81/08

1. I lavoratori sono puniti:

  1. con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 euro per la violazione degli articoli 20, comma 2, lettere b), c), d), e), f), g), h) e i), e 43, comma 3, primo periodo;
  2. con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dell’articolo 20 comma comma 3.

FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE per sistemi di gestione

Numerosi enti pubblici allo scopo di incentivare investimenti finalizzati a promuovere processi di innovazione organizzativa all’interno delle imprese italiane riconoscono contributi, nella maggior parte dei casi a fondo perduto, alle organizzazioni che intendono adottare al loro interno sistemi di gestione ambientale, di gestione della sicurezza e tutela della salute dei lavoratori, di gestione della qualità così come della responsabilità sociale ai sensi del D.Lgs. 231/01.

Principalmente, le spese ammissibili ai finanziamenti pubblici riguardano:

– Costi per la formazione delle figure professionali interne
– Costi per la consulenza necessaria all’implementazione dei sistemi
– Costi per il rilascio delle certificazioni da parte di organismi accreditati

Di seguito l’elenco, diviso per regioni, dei principali finanziamenti ad oggi attivi:

 Regione Ente erogatore Sistemi di gestione finanziabili
TUTTE Ministero dell’Ambiente Ambiente (ISO 14001)
EMILIA ROMAGNA CCIAA – Ravenna Ambiente (ISO 14001)
MARCHE CCIAA – Ancona Ambiente (ISO 14001)
Sicurezza (OHSAS 18001)
PIEMONTE CCIAA – Cuneo Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
Sicurezza (OHSAS 18001)
SARDEGNA Regione Sardegna Qualità (ISO 9001)
TOSCANA CCIAA – Prato Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
Sicurezza (OHSAS 18001)
TOSCANA CCIAA – Livorno Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
Sicurezza (OHSAS 18001)
TOSCANA CCIAA – Arezzo Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
TOSCANA Regione Valle D’Aosta Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
Sicurezza (OHSAS 18001)
VALLE D’AOSTA Regione Toscana Ambiente (ISO 14001)
Qualità (ISO 9001)
Sicurezza (OHSAS 18001)

Bando

Nella Gazzetta Ufficiale n° 232 del 6 ottobre 2003 – Serie Generale – è stato pubblicato mediante avviso il decreto n° 2230 del 7 maggio 2003 “Promozione dei Sistemi di Gestione Ambientale nelle piccole e medie imprese. Procedura per la concessione di contributi ai sensi dalla Delibera CIPE n. 63 del 02/08/2002″.

Il decreto reca le modalità di accesso al contributo pubblico ed i termini per la presentazione delle domande.

sistemi di gestione